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| AUTHOR | Camiu |
| TAGS | 3dprinting,diy,electronics,hardware,lab,openscad |

Se fai elettronica sul banco da lavoro prima o poi ci caschi: hai già dei trasformatori, hai già delle robe che erogano corrente, ma a un certo punto decidi che serve assolutamente un'altra scatola compatta per alimentare circuiti al volo senza dover accendere i mastodonti da quindici chili.
Nasce così YAPBPS, acronimo pigro per Yet Another Portable Bench Power Supply, un involucro parametrico scritto in OpenSCAD e cucito addosso al modulo buck-boost SK200.



Dallo sketch su carta alla realtà (con meno morsetti)
L'idea di base era banale: poterci buttare dentro qualsiasi sorgente di corrente disponibile in un dato momento — dal power bank USB-C al caricatore del vecchio portatile, fino a un pacco batterie LiPo con connettore XT60.

Come si vede dallo schema disegnato a matita durante una pausa riflessiva:
Gli ingressi: USB-C con trigger PD, presa Jack DC classica e presa XT60.
I diodi perfetti (D1, D2): niente cadute di tensione assassine da Schottky tradizionali, ma moduli a diodo ideale a MOSFET per evitare ritorni tra le sorgenti senza buttare watt in calore inutile.
Fusibile e interruttore: 15A a monte della linea positiva prima del modulo, perché la prudenza non è mai troppa quando ci sono di mezzo batterie con spunto generoso.
I grandi assenti: i morsetti a vite ausiliari disegnati a penna nello schema iniziale sono stati cestinati senza troppi rimpianti durante l'assemblaggio. Meno fori, meno fili volanti e un pannello posteriore decisamente più umano da guardare.
La BOM (ovvero cosa serve prima di scaldare il saldatore)
| Componente | Specifica | Note da banco |
|---|---|---|
| Modulo buck-boost | SK200 DC-DC | Schermo a colori, manopola e interfaccia per regolare volt e ampere. |
| Chassis | Stampato in 3D (PETG su piatto texture) | Disegnato in OpenSCAD per incastri precisi e finitura ruvida anti-graffio. |
| Ingresso XT60 | Connettore femmina a pannello | Per pack batterie e correnti serie. |
| Ingresso DC Jack | Femmina 5.5x2.1 / 2.5 | Per i mille alimentatori da portatile abbandonati nei cassetti. |
| Ingresso USB-C | Modulo con trigger PD | Per farlo andare anche con un caricatore moderno da zaino. |
| Diodi di blocco | Moduli a diodo ideale ("diodi perfetti") | Caduta di tensione minima, zero sprechi e protezione totale da correnti inverse. |
| Fusibile | 15A con relativo alloggiamento | L'ultima linea di difesa prima del fumo magico. |
| Interruttore | Switch on/off a pannello | Per spegnere tutto senza dover sfilare i cavi da dietro. |
| Boccole banana | Coppia 4 mm (rosso/nero) | Per i puntali standard sul frontale. |
| Ferramenta | Viti M3 autofilettanti / inserti | Tengono insieme il coperchio evitando collassi strutturali. |
OpenSCAD, tolleranze e aria fresca
Progettare il case con script OpenSCAD permette di cambiare le misure degli scassi ogni volta che un componente arriva a casa con quote diverse da quelle del datasheet.
Il frontale è inclinato quel tanto che basta per guardare il display senza doversi piegare in avanti con la schiena, mentre sopra e sui lati c'è una discreta quantità di feritoie per evitare che il dissipatore interno dell'SK200 decida di andare in sciopero termico durante i carichi più pesanti.
Sul retro, le porte I/O restano raggruppate in basso lasciando respirare la griglia superiore.
Battesimo del fuoco: centraline GPS al lavoro
La prova generale non ha tardato ad arrivare: letteralmente il giorno dopo aver serrato l'ultima vite, me lo sono portato dietro a lavoro.

Il primo vero test sul campo è toccato a un lotto di centraline satellitari GPS 4G da banco. Impostato a 17V e con il grafico di assorbimento live sotto gli occhi sul display, ha retto ore di accensioni e test senza fare una piega.

Ha tutti i requisiti del perfetto accrocchio da laboratorio: è concettualmente imperfetto, pieno di compromessi dell'ultimo minuto, ma funziona al primo colpo e guai a chi lo tocca.
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